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    Open Banking: cos’è, come funziona e perché sta cambiando il sistema bancario

    Marco GiangrassoBy Marco Giangrasso11 Giugno 2026Updated:11 Giugno 2026Nessun commento6 Mins Read
    Fintech Italia - Open Banking: cos'è e come funziona

    Ogni giorno milioni di persone utilizzano app per gestire il conto corrente, effettuare pagamenti o controllare le proprie spese.

    Quello che molti non sanno è che, grazie all’Open Banking, oggi una banca può condividere alcune informazioni finanziarie con altri operatori autorizzati, ma solo con il consenso del cliente.

    Questo modello sta cambiando il modo in cui utilizziamo i servizi finanziari e rappresenta uno dei pilastri della trasformazione digitale del settore bancario.

    Fintech Italia - Open Banking: cos'è e come funziona

    Che cos’è l’Open Banking?

    Definizione semplice.

    L’Open Banking è un modello che permette alle banche di condividere dati e servizi finanziari con soggetti terzi autorizzati, attraverso interfacce informatiche chiamate API, previo consenso del cliente.

    L’obiettivo è aumentare:

    • concorrenza;
    • innovazione;
    • qualità dei servizi;
    • controllo dell’utente sui propri dati finanziari.

    Che cos’è la PSD2?

    L’Open Banking nasce principalmente grazie alla direttiva europea PSD2.

    PSD2 significa: Payment Services Directive 2

    È la seconda direttiva europea sui servizi di pagamento, entrata progressivamente in vigore per favorire l’innovazione e aumentare la sicurezza dei pagamenti digitali.

    La PSD2 ha introdotto due grandi novità:

    1. Accesso ai dati bancari

    Con il consenso del cliente, operatori autorizzati possono accedere alle informazioni dei conti correnti.

    2. Nuovi servizi di pagamento

    È possibile effettuare pagamenti direttamente dal conto corrente senza utilizzare necessariamente carte di credito o circuiti tradizionali.


    Perché l’Open Banking è una piccola rivoluzione

    La vera novità dell’Open Banking non è che le banche condividono i dati.

    La vera novità è che il cliente diventa proprietario dei propri dati finanziari e può decidere di autorizzare altri operatori a utilizzarli per offrirgli servizi migliori.

    Prima della PSD2, infatti, i dati bancari erano di fatto “chiusi” all’interno della banca presso cui il cliente aveva il conto corrente.

    Oggi, invece, se il cliente lo desidera, può autorizzare aziende fintech e altri operatori autorizzati ad accedere a quelle informazioni attraverso apposite interfacce tecnologiche chiamate API.

    In altre parole, la PSD2 non obbliga il cliente a condividere i propri dati: obbliga le banche a rendere possibile questa condivisione quando è il cliente a volerlo.

    Cosa sono le API?

    Un concetto che vale la pena spiegare bene.

    Le API (Application Programming Interface) possono essere immaginate come una porta di comunicazione tra due software.

    Un esempio semplice:

    • hai il conto presso Banca A;
    • utilizzi un’app di gestione finanziaria;
    • autorizzi l’app ad accedere ai tuoi dati;
    • attraverso le API l’app riceve le informazioni dalla banca.
    Fintech Italia - Open Banking: cos'è e come funziona

    Il tutto in modo standardizzato e sicuro.

    Tra l’altro, secondo l’ultima indagine 2025 della Banca d’Italia, le API continuano a essere una delle principali tecnologie utilizzate nel settore fintech italiano, insieme a cloud computing, intelligenza artificiale e piattaforme web-mobile.


    Quali vantaggi offre l’Open Banking?

    Per i consumatori

    • gestione unificata di più conti;
    • pagamenti più semplici;
    • servizi personalizzati;
    • maggiore controllo delle proprie finanze;
    • maggiore concorrenza tra operatori.
    Fintech Italia - Open Banking: cos'è e come funziona

    Per le imprese

    • gestione della tesoreria;
    • automazione dei pagamenti;
    • migliore analisi finanziaria;
    • integrazione con software gestionali.

    L’Open Banking è sicuro?

    Questa è probabilmente la domanda più importante.

    L’accesso ai dati è consentito solo:

    • con il consenso esplicito del cliente;
    • a operatori autorizzati;
    • sotto la vigilanza delle autorità competenti;
    • utilizzando sistemi di autenticazione forte (Strong Customer Authentication).

    Naturalmente nessun sistema è privo di rischi, motivo per cui cybersecurity e protezione dei dati rappresentano aspetti centrali dell’ecosistema fintech.


    Open Banking in Italia: a che punto siamo?

    Qui possiamo inserire qualche dato interessante.

    Secondo la quinta indagine 2025 Fintech della Banca d’Italia:

    • nel biennio 2023-2024 gli investimenti in tecnologie innovative da parte di banche e intermediari hanno raggiunto circa 1 miliardo di euro;
    • API, cloud computing e intelligenza artificiale continuano a essere tra le tecnologie più diffuse;
    • l’acquisizione online della clientela è ormai molto sviluppata, mentre prestiti e depositi completamente digitali hanno ancora margini di crescita.

    Questi dati mostrano che la digitalizzazione del sistema finanziario italiano è un processo già in corso.


    Un esempio pratico di Open Banking

    Immaginiamo una situazione molto comune.

    Marco ha:

    • un conto corrente presso una banca tradizionale;
    • una carta di credito di un altro istituto;
    • un mutuo acceso presso una terza banca;
    • un conto deposito in una quarta banca.

    Senza Open Banking dovrebbe consultare quattro applicazioni diverse per avere una visione completa delle proprie finanze.

    Grazie all’Open Banking, invece, può autorizzare un’app fintech indipendente ad accedere ai dati dei suoi conti.

    L’app, con il consenso del cliente, può così:

    • riunire tutti i conti in un’unica schermata;
    • classificare automaticamente le spese;
    • creare un budget mensile;
    • inviare notifiche quando le uscite superano determinati limiti;
    • aiutare a pianificare il risparmio;
    • confrontare offerte di mutui, prestiti o altri servizi finanziari.

    La banca continua a custodire il denaro del cliente, ma una nuova azienda fintech può costruire servizi innovativi utilizzando quei dati.

    Questo è uno degli obiettivi principali della PSD2: aumentare la concorrenza e favorire l’innovazione nel settore finanziario.


    Come l’Open Banking ha favorito la nascita delle startup fintech

    L’Open Banking ha abbassato in modo significativo la barriera d’ingresso per le nuove imprese fintech.

    In passato, per offrire molti servizi finanziari era spesso necessario costruire da zero un’infrastruttura bancaria molto complessa.

    Oggi, grazie alle API introdotte dall’Open Banking, una startup può sviluppare software innovativi e creare nuovi servizi utilizzando, con il consenso del cliente, i dati messi a disposizione dalle banche.

    Per certi aspetti è una trasformazione simile a quella avvenuta con gli smartphone.

    Le banche forniscono l’infrastruttura e i dati.
    Le fintech possono sviluppare applicazioni e servizi innovativi sopra questa infrastruttura.

    È anche grazie a questo modello che negli ultimi anni sono nate migliaia di aziende specializzate in gestione delle finanze personali, pagamenti digitali, investimenti, credito, contabilità aziendale e molti altri servizi innovativi.


    Qual è la differenza tra Open Banking e Open Finance?

    L’Open Banking riguarda principalmente i dati bancari.

    L’Open Finance punta ad ampliare il concetto includendo anche:

    • investimenti;
    • assicurazioni;
    • pensioni;
    • credito;
    • altri prodotti finanziari.

    Molti osservatori ritengono che l’Open Finance rappresenterà la prossima grande evoluzione del settore.


    Conclusione

    L’Open Banking non è semplicemente una nuova tecnologia. È un nuovo modo di concepire il rapporto tra banche, clienti e innovazione.

    L’obiettivo è creare un ecosistema finanziario più aperto, competitivo e orientato alle esigenze delle persone. Per chi vuole comprendere il futuro della finanza digitale, conoscere Open Banking e PSD2 è ormai un passaggio fondamentale.

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